TEST SIEROLOGICO QUANTITATIVO

COS’È

I Test del livello di anticorpi anti Covid-19 sono esami sierologici quantitativi di nuova generazione, che permettono di verificare e monitorare la presenza di anticorpi specifici contro il virus SARS CoV-2 e quindi il grado di immunizzazione delle persone contro l’infezione da Covid-19.

Il test sierologico misura gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 che il nostro organismo produce se entra in contatto con il Covid-19.

Si tratta di tre diversi anticorpi, le immunoglobuline IgA, IgM e IgG, che ci raccontano la storia dell’infezione: se abbiamo incontrato il virus e da quanto tempo.

Le immunogobuline IgA, insieme alle IgM, rappresentano un ottimo indicatore della fase acuta: ci dicono che abbiamo da poco incontrato il virus. Presenti nel sangue e sulle mucose come quelle respiratorie, le IgA sono la prima barriera di protezione contro i patogeni e sono le più efficaci nel difenderci da virus respiratori come il Sars-Cov2.

Le immunogobuline IgM compaiono molto precocemente nel sangue in caso in infezione. Le IgM sono marcatori della fase acuta e vengono testate per capire se il paziente ha un’infezione in corso. Ci dicono con alta probabilità, infatti, che abbiamo da poco incontrato il virus e che l’infezione è allo stadio inziale.

Le IgG sono le immunoglobuline della memoria. Nel caso del Covid-19, se presenti da sole nel sangue indicano che il paziente è entrato in contatto con il virus in passato e che è potenzialmente immunizzato; in copresenza con le IgM e le IgA suggerisce con alta probabilità che l’infezione è in corso. Un risultato negativo agli anticorpi non può completamente escludere l’infezione poiché potremmo trovarci nel cosiddetto periodo finestra, cioè la fase di incubazione del virus.

I test sierologici sono eseguibili tramite un prelievo del sangue, il risultato si ottiene entro 24 – 48 ore.

In caso di positività il test permette di valutare la risposta immunitaria del soggetto all’infezione da SARS-CoV-2 o alla vaccinazione anti Covid-19.

Eseguiamo 2 tipi differenti:

test quantitativo anticorpi totali (igG / IgM /) anti RBD
test quantitativo anticorpi IgG anti SARS-CoV-2

Test quantitativo degli anticorpi totali anti Covid-19

Il test misura il dosaggio quantitativo degli Anticorpi totali (IgG, IgA, IgM) anti-RBD (Receptor Binding Domain) della Subunità S1 della proteina Spike, ovvero gli anticorpi che impediscono alla proteina Spike del nuovo Coronavirus di legarsi ai recettori presenti sulle cellule umane, di penetrare nelle stesse e, quindi, di sviluppare la malattia.

Questo test non da informazioni temporali (non rivela quando eventualmente si sia contratta l’infezione), ma permette di sapere qual è il grado di immunizzazione, sia dopo una pregressa infezione, sia dopo il vaccino anti Covid-19 fatti almeno 3 settimane / 1 mese prima.

Test quantitativo degli anticorpi IgG anti Covid-19

L’esame misura la quantità degli anticorpi IgG specifici (anti S1 e S2) anti proteina Spike del virus SARS-CoV-2 nel campione di sangue prelevato per identificare i pazienti con risposta immunitaria acquisita naturalmente (dopo infezione pregressa) o tramite vaccinazione.

Gli anticorpi IgG vengono prodotti tra il 9°e il 12° giorno dall’infezione e restano presenti nell’organismo per un periodo più lungo. Sono questi anticorpi a dare indicazione del grado di immunità del soggetto, ma sulla loro durata non si hanno ancora informazioni univoche e certe.

Il test può avere due risultati:

  • Risultato negativo (valori < 0.80 U/mL): negativo per gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 RBD Spike; il soggetto non ha prodotto una risposta immunitaria;
  • Risultato positivo (valori > 0.80 U/mL): positivo per gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 RBD Spike; nel soggetto si è determinata una risposta immunitaria. La risposta può essere conseguenza di una precedente infezione (normalmente sono presenti anche gli anticorpi anti-N) oppure conseguenza di vaccinazione (in questo caso gli anticorpi anti-N sono assenti). Il titolo anticorpale e la sua durata nel tempo sono oggetto di studio. Alla luce delle attuali conoscenze il soggetto vaccinato dovrebbe presentare un condizione di protezione immunitaria da verificare nel tempo. Eventuali successivi controlli nel tempo potranno evidenziare, tramite il raffronto della titolazione anticorpale, la persistenza dello stato immunitario.

A prescindere da qualunque sia il risultato, l’esame non ha valore ai fini del processo decisionale vaccinale.